Ripatransone

Ripatransone

Ripatransone è fra i centri più antichi della provincia e vanta anche uno dei territori comunali più estesi.Per la sua posizione geografica è detta Belvedere del Piceno perché offre ai suoi visitatori un meraviglioso panorama.

Infatti Ripatransone sorge su un alto colle e dista pochi chilometri dal litorale Adriatico.

Città d’arte con numerose strutture museali, ricca di turismo, sono presenti tanti mobilifici ed è praticata l’agricoltura, Ripatransone eccelle nella produzione dell’olio e del vino.

Il sottosuolo di Ripatransone è caratterizzato da un intricato sistema di spelonche chiamate Grotte di Santità, una serie di cunicoli artificiali d’epoca preistorica che vennero chiusi nel 1967.

I luoghi di interesse storico artistico a Ripatransone sono tanti, infatti Ripatransone è il centro storico di maggiori dimensioni della provincia e i segni della storia sono visibili nelle tante architetture sacre e civili che la arredano, sinonimo questo dell’importanza che la città ebbe nelle epoche passate.

L’impianto urbanistico di Ripatransone è di epoca medievale, testimonianza sono i numerosi resti delle antiche fortificazioni. Il corso Vittorio Emanuele taglia longitudinalmente l’abitato per circa un chilometro, costeggiato da alti palazzi signorili di varie epoche.

La Cattedrale di San Gregorio Magno e Santa Margherita (XVI-XVII secolo) sorge nell’antico cuore religioso della città, piazza Condivi. La fiancata sinistra fronteggia il palazzo vescovile, nato dalla riconversione di un ex convento agostiniano adiacente alla chiesa di Sant’Agostino.

Il maestoso Palazzo del Podestà fu completato nel 1307. Ha un ampio porticato a sette archi: quello centrale più ampio è a sesto acuto, gli altri a tutto sesto. Il loggiato, rialzato rispetto al piano di posa originario, è sormontato da una teoria di bifore con monofora trilobata centrale, e più in alto dai finestrini del piano attico aggiunti in epoca successiva.

Tanti sono anche i monumenti presenti, sono un esempio:Il Monumento ai caduti in piazza Donna Bianca de Tharolis. La statua è posta in cima a un’alta stele che reca su ogni lato i nomi dei soldati caduti nelle varie guerre. Il Monumento alla Vergine in marmo di Carrara.

Ottava di Pasqua. È il maggior evento dell’anno, dedicato alla patrona della Città e Diocesi, la Madonna di San Giovanni. La celebrazione ha doppia natura, religiosa e civile. Il culmine della festa religiosa è la solenne processione del simulacro della Vergine per le vie cittadine. La festa civile prevede lo spettacolo pirotecnico del Cavallo di fuoco, sorto in onore della Vergine il giorno dell’incoronazione della sacra effigie (10 maggio 1682) e divenuto un’attrazione in grado di convogliare turisti anche da regioni lontane. Il simulacro, in carta pesta, fu commissionato ai primi del ‘600 dalla Confraternita di San Giovanni, da cui il nome. Inoltre, la stessa Confraternita cambiò il proprio nome in “Confraternita della Madonna di San Giovanni”, denominazione con cui è nota ancora oggi.

Nel dedalo di anguste vie del quartiere di Roflano si trova una curiosità molto appetita dai turisti: il vicolo più stretto d’Italia. Scoperto nel 1968, è ampio 43 cm all’altezza delle spalle di un uomo medio, ma poco più in alto si restringe a 38 cm. Il vicolo ha strappato il primato alla via Baciadonne di Città della Pieve (53 cm) e in seguito ha resistito alle pretese di altri comuni, fra cui la vicina Civitella del Tronto. Le vie che in Italia hanno ambìto al riconoscimento non hanno infatti dimostrato i requisiti per essere considerate “vicoli” (pavimentati, percorribili e dotati di almeno una porta o di una finestra). L’ufficio turistico rilascia un “attestato” che certifica l’attraversamento del vicolo.

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